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Placca e Tartaro

Placca e tartaro. Cosa sono e come si interviene? Ce lo spiegano le nostre dottoresse Sara Cicchelli e Valeria Cardelli. 

Cos’è la placca?
la Placca è un aggregato batterico di consistenza molle. 

Si forma già nelle primissime fasi che seguono la pulizia dei denti: negli ambienti umidi infatti, su superfici dure, le popolazioni di batteri  tendono a formare i cosiddetti biofilm.
Il Biofilm è una pellicola in cui i batteri si stratificano, per mezzo di meccanismi di sinergismo e  di antagonismo in cui gli uni facilitano l’adesione degli altri. 

Quando la placca diventa tartaro? 
La placca residua si mineralizza per mezzo della deposizione di sali di calcio e fosfato normalmente contenuti nella saliva, ciò determina l’indurimento del biofilm  e quindi la formazione di tartaro. 

Perché la placca è molto dannosa?
La placca è dannosa per due motivi:

Il primo perché può determinare danno ai tessuti duri del dente (smalto e dentina) causandone la demineralizzazione e quindi il processo carioso.
Il secondo perché alcune famiglie di batteri sono direttamente responsabili del danno ai tessuti di sostegno del dente (gengiva e legamento parodontale),  causando quindi la malattia parodontale

Il tartaro è dannoso?
Di per sé no, essendo costituito da materiale inerte.

 Ostacola però le corrette manovre di igiene orale e rende l’ambiente sottostante povero di ossigeno. In questo modo favorisce la proliferazione di batteri anaerobi generando un’infiammazione costante dei tessuti gengivali e aprendo la strada alla formazione di tasche. Le tasche sono siti di per sé difficili da raggiungere se non attraverso manovre professionali in grado di rimuovere i depositi di tartaro sopra e sotto-gengivali. Questo processo si autoalimenta, per cui nel fondo della tasca si selezionano nel tempo batteri sempre più aggressivi in grado di determinare o aggravare il danno parodontale.

Perché osservo la formazione del tartaro più in alcune zone che in altre?
Come detto, la deposizione di sali di calcio e fosfato è responsabile della mineralizzazione della placca, ovviamente questo avviene maggiormente in corrispondenza degli sbocchi delle ghiandole salivari maggiori, quindi a livello degli incisivi inferiori (ghiandole sotto-linguali)  e dei secondi molari superiori (dove c’è il dotto della ghiandola parotide) 

Come si interviene in entrambi i casi?
Nel caso della placca, Il compito delle corrette manovre di spazzolamento durante l’igiene orale quotidiana è quello di disgregare il più possibile la placca per evitare che si accumuli e che si mineralizzi;  il dentista e l’igienista ci forniranno preziose istruzioni di igiene e che comprendono non solo l’utilizzo dello spazzolino, ma anche dello scovolino e del filo interdentale (particolarmente  utili soprattutto nei portatori di protesi fissa tradizionale o implantare). 

Ovviamente è fondamentale  sottoporsi periodicamente a sedute di igiene dentale professionale. 

Per quanto riguarda il tartaro, una volta che esso si è formato, solo le manovre professionali di un igienista o di un odontoiatra saranno efficaci a rimuoverlo e a ristabilire un ambiente orale con un corretto bioma (si intende per bioma la flora batterica che abita in equilibrio la nostra bocca).

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